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1

Fondamentali sono gli studi di J. SARRAILH, L'Espagne éclairée de la seconde moitié du XVIIIe siècle, Paris 1954 e di R. HERR, The Eighteenth-century Revolution in Spain, Princeton 1958. Sullo stato degli studi si può consultare: R. FROLDI, L'Illuminismo nella cultura spagnola: stato degli studi e prospettive della futura ricerca in Transactions of the 5th International Congress on the Enlightenment (Pisa, 1979), I, Oxford 1980, pp. 225-35.

 

2

Si può consultare il recente volume: A MARTÍN MORENO, Historia de la música española, 4. Siglo XVIII, Madrid 1985 che, per dichiarazione stessa dell'autore, vuol essere una documentata esposizione dello status quaestionis, indispensabile premessa per una futura approfondita indagine critica. Il Martín Moreno espone la difficoltà dell'impresa a causa delle «miles de partituras que permanecen olvidadas en los rincones de los archivos» e che dovrebbero essere catalogate, trascritte ed eseguite. Come primo segno del felice avvio a questa riconsiderazione del Settecento musicale spagnolo a noi piace qui sottolineare l'interesse che si va tributando alle opere di Antonio Soler (ricordiamo gli studi e le trascrizioni di José Sierra Pérez per la Música escénica, Madrid 1983 e di Eutimio Bullón Pastor per la Música religiosa, Madrid 1983), l'attenzione che si dedica alla musica d'organo dell'epoca e le lodevoli iniziative di pubbliche celebrazioni che costituiscono un invito alla ripresa dello studio scientifico come le giornate che nel 1985 Madrid ha dedicato (nel 3º centenario della nascita), per iniziativa del Ministero della Cultura, a Domenico Scarlatti. D'altra parte non possiamo fare a meno di rilevare anche macroscopiche assenze d'indagine scientifica attorno a autori di grande rilievo, anche internazionale, come Luigi Boccherini, Fernando Sor, Domingo Terradellas o quel Vicente Martín y Soler che fu conosciuto in Italia come «Martini, lo spagnuolo». Per quest'ultimo autore consideriamo lodevole una prima iniziativa dell'Institución Alfonso el Magnánimo di Valenza che, nel 1981, ha edito la trascrizione di Six cançons italianes a cura di R. Alier e J. Doménech.

 

3

Per la biografia di Iriarte: Apuntaciones que un curioso pidió a Don Tomás de Yriarte acerca de su vida y estudios (30 de julio de 1780), ms. 10460 della Biblioteca Nacional di Madrid; E. COTARELO Y MORI, Iriarte,y su época, Madrid 1897; A. AGUIRRE, La notice de Carlos Pignatelli sur Thomás de Yriarte, «Revue Hispanique», XXXVI 1916, pp. 200-52.

 

4

R. P. SEBOLD, Tomás de Iriarte: poeta de «rapto racional», «Cuadernos de la Cátedra Feijoo», 11, Oviedo 1961, riprodotto in El rapto de la mente: poética y poesía dieciochescas, Madrid 1970, pp. 141-96.

 

5

P. GARELLI, Originalità e significato del teatro comico di Tomás de Iriarte in M. FABBRI, P. GARELLI, P. MENARINI, Finalità ideologiche e problematica letteraria in Salazar, Iriarte, Jovellanos, Pisa 1974, 48-90; R. P. SEBOLD, Introducción biográfica y crítica all'edizione delle commedie El señorito mimado e La señorita mal criada di Tomás de Iriarte, Madrid 1978, 7-132; P. GARELLI, A proposito di Iriarte e del suo teatro, in «Spicilegio Moderno», XI 1978, pp. 178-89.

 

6

J. SUBIRÁ, El compositor Iriarte (1750-1797) y el cultivo del melólogo, Barcelona 1949-50, 2 voll; ID, El filarmónico Don Tomás de Iriarte, «Anuario de Estudios Atlánticos», (Las Palmas), IX 1963, 441-64; I D., El folklore musical en la tonadilla escénica y nuestro ambiente musical en aquel tiempo, «Segismundo» XV-XVI 1972 pp. 135-234 passim.

 

7

Il poema che uscì a Madrid con la data del 1799, i tipi della «Imprenta Real de la Gazeta» e fu distribuito nei primi mesi del 1780, ebbe parecchie riedizioni in Spagna (1784, 1787, 1789, 1805, una in Messico nel 1785 e tre in Francia, a Bordeaux, 1809, 1822 e 1835). Fu tradotto in italiano dall'abate Antonio Garzia (Venezia, Antonio Curti 1789), in francese da J. B. Gramville (Paris, J. J. Fuchs, a VIII 1799), in inglese da John Belfour (London, William Savage 1807) e c'è anche notizia di una traduzione in tedesco ad opera di J. F. Bertuch (Weimar, s. d.). In italiano ebbe addirittura una seconda traduzione ad opera di Giuseppe Carlo De Ghisi (Firenze 1868).

 

8

R. P. SEBOLD, Introducción cit., p. 31. Riserve sono espresse dallo stesso autore anche in El rapto de la mente cit., pp. 160 e 170. Vedansi anche: R. MERRITT COX, The Literary Maturation of Tomás de Iriarte, «Romance Notes», XIII 1971, pp. 117-23; ID. Tomás de Iriarte, New York 1972.

 

9

Sul poemetto didascalico nel Settecento sono da tener presenti le acute osservazioni di L. DE NARDIS, Saint-Lambert, scienza e paesaggio nella poesia del Settecento, Roma 1961, e E. GUITTON, Jacques Delille et la poésie de la nature en France de 1750 à 1820, Paris 1974.

 

10

Notizie sui «salotti» madrilegni del Settecento si trovano in: C. MARTÍN GAITE, Usos amorosos del dieciocho en España, Madrid 1972. Sulle principali dame che li animavano: V. ORTI y BRULL, Doña María Manuela Pignatelli de Aragón y Gonzaga, Duquesa de Villahermosa, Madrid 1896; C. de YEBES, La condesa duquesa de Benavente, una vida en unas cartas, Madrid 1955; P. DEMERSON, María Francisca de Sales Portocarrero, Condesa de Montijo (1754-1808), Madrid 1975.