21
A. REGALADO, Los orígenes de la modernidad en la España del Siglo de Oro, Barcelona, 1995, 1, p. 911.
22
Si leggano le interessanti considerazioni sul problema in E. T. HOWE, «Fate and Providence in Calderón de la Barca», in Bulletin of the Comediantes, XXIX (1977), 103-117.
23
Vedi M. McKENRICK, Woman and Society in the Spanish Drama of the Golden Age, Cambridge, 1974 (specie pp. 203-207); S. HERNÁNDEZ ARAICO, «La Semíramis calderoniana como compendio de estereotipos femeninos», in Iberomania 22 (1985), 29-39; S. FISHER, «Text and Context. A twenthieth Century View Calderon's La hija del aire», in Studies in Honor of William Mc Crary, Lincoln, 1986, 137-149.
24
Solo al gracioso Chato è concesso di pronunciare giudizi che nella loro grossolana semplicità appaiono vicini al vero. Di Semíramis coglie l'orgoglioso procedere: «¡Qué tiesa va / apenas volvió la cara... Ah, tontilla, que no en vano / hija del viento te llamas!» (I, 2, 2106-2109). Ancora: «¡Esta altiva, esta arrogante / hija de su vanidad!» (II, 1, 705-706).: «...esta loca queda / hecha Reina» (I, 3, 3342-3343). Nel finale, Chato unico che assiste alla morte di Semíramis nelle vesti di Ninias, ravvisa con lucidità il suo delirio: «Sin duda que ve fantasmas éste que se está muriendo» (II, 3, 3274-3275).
25
Pertinenti le osservazioni al riguardo di A. HERMENEGILDO, «La responsabilidad del tirano: Virués y Calderón frente a la leyenda de Semíramis», in Calderón, Actas del Congreso Internacional sobre Calderón, cit. Madrid, 1983, 897-911.
26
P. S. PALLAVICINO, Del bene, Roma, 1644. Ho consultato l'ed. di Silvestri, Milano, 1831, 1, III, XLIX, p. 40.
27
Anche García Lorca nella sua adaptación di Fuente Ovejuna di Lope de Vega, eliminò il finale originale (con l'intervento del Re depositario della giustizia), poiché voleva far terminare il dramma con il motivo della giustizia popolare. Legittima moderna interpretazione di un classico per spettatori del nostro tempo, come quella di Ruiz Ramón e del regista Pasqual nella rappresentazione de La hija del aire di Almagro del 1981 che facendo terminare il dramma con la morte di Semíramis, toglieva le scene del ristabilimento dell'ordine esaltando il senso tragico dell'opera. Gli autentici testi però e le coeve rappresentazioni relative restano per gli studiosi del teatro spagnolo quelle di Lope de Vega e di Calderón.
28
Mi sembra il caso del personaggio di Menón, dipinto da Calderón come fedele «valido» del Re Nino e fedele innamorato di Semiramide che egli ha sottato alla prigionia e poi promesso di sposare. C'è qualcosa di eroico nella fedeltà di Menón verso il suo re al quale però trova la forza di non obbedire quando questi esige che gli ceda Semíramis, perché la sua coscienza morale obbedisce sopra ogni altra cosa alla giustizia. Pagherà con l'atroce cecità questa sua coerenza morale; ma è anche fedele a Semíramis che lo ha deluso ma egli non cessa di amare.
Vive la propria tragedia fino in fondo, interiormente, come appare nell'intimo monologo del sonetto dell'atto terzo della prima parte che così inizia: «Vivo o muerto? Cierto es que si viviera / este dolor, sin duda me matara...» (I, 3, 2802-2815). Ma quando assiste all'incoronazione di Semíramis ed arriva, nella sua tormentata passione, a generosamente applaudire (ed è motivo che accresce la tonalità tragica), improvvisamente Calderón ricorre all'elemento favolistico: una forza misteriosa, nella commozione degli elementi naturali, fa pronunciare a Menón, una terribile predizione di disastri e morti rivolta a Nino e Semíramis (I, 3, 3277-3311). Sapremo, solo più tardi, in una fuggevole annotazione che Menón s'è suicidato: ...«desesperado / o con rabia o con despecho, al Éufrate le pidió / su rápido monumento» (II, 1, 129-132).
Anche il personaggio del re Nino, inizialmente forte e giusto ma poi travolto da una passione che non sa governare, aveva notevoli possibilità di uno sviluppo tragico ma non c'è svolgimento drammatico in questo senso. Morirà avvelenato ma ciò non fa parte del dramma, è una notizia che apprenderemo nella seconda parte, indirettamente e di sfuggita.
29
Sull'importanza e il valore dell'immaginazione nella protagonista, vedi DANIEL de W. ROGERS, «La imaginación de Semíramis», in Hacia Calderón, II Coloquio angloamericano, Berlin, 1973, 171-179.
30
P. CROCE, op. cit., p. 34.