Selecciona una palabra y presiona la tecla d para obtener su definición.
 

1

Cfr. UMBERTO ECO, I limiti dell'interpretazione, Milano, Bompiani, 1990, pp. 168-169.

 

2

Ivi, pp. 175-178.

 

3

Ivi, p. 175.

 

4

Tale appartenenza spesso viene affermata nei titoli, in cui emerge anche la preoccupazione / attenzione di Aub alla dialettica vero / falso: Yo no invento nada, Tres monólogos distintos y uno solo verdadero, La verdadera historia de los peces blancos de Pátzcuaro, La verdadera historia de la muerte de Francisco Franco, El falso dilema.

 

5

L'Instituto Nacional del Libro Español catalogò l'opera nella sezione Biografías y Memorias, e nella Biblioteca dell'Università di Yale si trova nella sezione delle monografie artistiche.

 

6

JAIME GARCÍA TERRES, La historia, «Cuadernos Americanos», n.º 2, 1973, p. 69. Cfr. anche RAFAEL PRATS RIVELLES, Max Aub, Madrid, EPESA, 1978, pp. 59-61.

 

7

Cfr. JAVIER GOÑI, Max Aub, a chorro suelto, El País, sup. Libros, 1-8-1992, e RAFAEL PRATS RIVELLES, Op. cit., p. 60.

 

8

Elemento paratestuale fondamentale per inquadrare un'opera e per attivare 'l'orizzonte d'attesa' del lettore, è il titolo, che spesso in Aub è deviante e ambiguo. Possiamo segnalare ad esempio la valenza polisemica di alcuni di essi, come Juego de cartas in cui cartas allude contemporaneamente alle cane da gioco e alle lettere (e sono entrambe le cose), e juego al gioco delle carte, ma anche all'insieme delle cane (mazzo) e delle lettere (romanzo epistolare); La gallina ciega, d'altra parte, rinvia sia al gioco di bambini cercando di riconoscere qualcosa con gli occhi bendati, sia alla «gallina que ha empollado huevos de otra especie, así que sus productos le resultan extraños, irreconocibles» (MAX AUB, La gallina ciega, México, Joaquín Mortiz, 1979, p. 406): in entrambi i casi, comunque, il titolo rimanda al tentativo -fallito- di riconoscimento e di incontro tra lo scrittore e la Spagna. Anche nel titolo originario Buñuel: novela sono impliciti ambiguità e falsificazione nell'accostamento dei piani divergenti della storiografia e della fiction, che sono invece perfettamente interscambiabili nell'universo aubiano: «todo hombre que vive va, de hecho, escribiendo una novela [...] A veces las biografías -en el papel o el celuloide- son las historias más falsas que he contado» (Conversaciones con Buñuel, pubblicato postumo con prologo e selezione di Federico Álvarez, Madrid, Aguilar, 1985, p. 15). Altro titolo ambiguo è «El Correo de Euclides», corriere, posta o messaggero di Euclide, severo cultore delle scienze esatte, ma anche di Aub, che abitava precisamente alla Via Euclides n. 5 a Città del Messico.

 

9

Il «gusto por la precisión del dato» che IGNACIO SOLDEVILA DURANTE indica come fondamentale nella scrittura del Laberinto (La obra narrativa de Max Aub, Madrid, Gredos, 1973, p. 257) è presente anche nei suoi falsi, con una abbondanza ancora maggiore di indizi, citazioni, dati e notizie, sino a travolgere il senso stesso della referenzialità. Invece in Buñuel: novela, opera incompiuta basata su registrazioni di interviste, si legge: «No tengo tiempo de dar todas las fuentes; me limito a citar las que apunté; a veces descuidé hacerlo, y no sabría, en el laberinto enorme de los papeles revueltos, dar con la ficha» (Conversaciones con Buñuel, cit., p. 27).

 

10

Cfr. ad esempio la presentazione per l'edizione francese di Gallimard di JEAN CASSOU: «Campalans est aussi possible que Picasso, et Picasso aussi hypothétique que Campalans» (Cfr. IGNACIO SOLDEVILA DURANTE, Op. cit., p. 154).