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11

Ibid., p. 60: «Data la situazione iniziale di oppressione di una collettività da parte del futuro antagonista dell'eroe, si individuano le seguenti funzioni cardinali: 1. Educazione individuale dell'eroe (in carcere, in caserma, nella solitudine); 2. Trasmissione della conoscenza acquisita dall'eroe alla collettività; 3. Organizzazione della rivolta collettiva contro l'antagonista; 4. Tradimento; 5. Sconfitta della collettività».

 

12

L'importanza del numero cinque è sottolineata in Puccini, cit., p. 64.

 

13

Albert Bensoussan, «Entrevista con Manuel Scorza», Ínsula (Madrid), XXX, 340, p. 1 e p. 4.

 

14

Cfr. Acutis, cit., p. 60.

 

15

«En los Andes las masacres se suceden con el ritmo de las estaciones. En el mundo hay cuatro; en los Andes cinco: primavera, verano, otoño, invierno y masacre» (Agapito, p. 21).

 

16

Cfr. Terracini, cit., p. 22: «I morti senza nome o infamati, le vittime su cui si mente o si tace, che neanche loro "figurano nei testi" e non appaiono sui giornali, sono cose di oggi, nell'America latina, davanti alla coscienza di noi tutti; e sappiamo benissimo a chi serve il silenzio». Queste sono parole scritte nel 1978. Nonostante tutto, rimangono di attualità. Le cause delle ribellioni raccontate da Scorza non sono sparite, anzi. Da queste cose ha origine la dura lotta intrapresa dai guerriglieri di «Sendero luminoso» e l'altrettanto dura repressione delle forze armate.

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