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11

È noto il severo giudizio che su questa commedia espresse Leandro Moratín, per il quale «carece de fuerza cómica, de propiedad y corrección en el estilo» e mescola «los defectos de nuestras antiguas comedias con la regularidad violenta a que su autor quiso reducirla». Cfr. Obras de Don Leandro Fernández de Moratín dadas a luz por la Real Acad. de la Historia, II, 1, Madrid, Aguado, 1830, p. XXXIII.

 

12

Si tratta proprio solo di un suggerimento che l'autore non seppe tradurre in pratica, visto che il linguaggio della Petimetra è stentato e affaticato. Ma la strada era aperta.

 

13

Che un nobile si dedicasse a un lavoro manuale non era un'idea rivoluzionaria di Trigueros, ma era previsto da una legge del 1773. L'informazione è dell'Andioc, il quale sottolinea quanto l'opera di Trigueros fosse ispirata alla propaganda governativa. Cfr. R. ANDIOC, Sur la querelle du théâtre au temps de Leandro Fernández de Moratín, Bordeaux, Feret, 1970, pp. 256 sgg., dove si tratta anche degli aspetti sociali di questa commedia.

 

14

Pagine senza numerazione. Nella commedia si inserisce pure il motivo, destinato ad acquistare in seguito tanto rilievo, delle nozze imposte che qui la fanciulla accetta, disposta a compiere la volontà paterna; ma è certamente secondario rispetto all'assunto principale.

 

15

Secondo Moratín (Don Leandro), si tratterebbe di «obra escrita a pesar de Apolo» (Obras, cit., tomo cit., p. XL).

 

16

Non si tratta solo della fatua aspirazione degli artigiani alla nobiltà; il problema, forse persino all'insaputa di Trigueros, coinvolge assai più vasti rapporti fra nobiltà e borghesia e, in definitiva, è l'espressione del momento di trapasso dall'antiguo al nuevo régimen; quando, per dirla con l'Artolas, si verifica «la sustitución del ideal caballeresco por el burgués, con la presentación con carácter de arquetipo del ciudadano, del «honnète homme», frente al noble». Cfr. M. ARTOLAS, Los Orígenes de la España contemporánea, Madrid, Inst. de Estudios Políticos, 1959, p. 38.

 

17

L'impegno di Iriarte nell'affrontare problemi dibattuti dalla società contemporanea è evidente non solo nell'impostazione di una tematica pedagogica (l'ANDIOC vi scorge il tema del rapporto fra libertà e autorità (op. cit., pp. 532 sgg.); e chissà che il bersaglio non sia, magari indirettamente, l'Emilio allora in piena attualità), ma anche in certe discussioni de La señorita mal-criada a favore della libertà e dell'istruzione della donna: si arriva ad affermare -con ardimento notevole per i tempi- che le donne colte sono più affascinanti (II, 5, pp. 70-71).

 

18

Cfr., Obras, cit., tomo cit., p. XLII: «convenía escribir piezas dramáticas según el arte; no era ya soportable contemporizar con las libertades de Lope, ni con las marañas de Calderón».

 

19

Ibidem, p. XLI.

 

20

Ibidem, p. XLIII.