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Certamente Bretón alludeva, in particolar modo, a quella Galería fúnebre de historias trágicas, espectros y sombras ensangrentadas, che fu pubblicata proprio nel 1831. Cfr. J. GARCÍA MERCADAL, Historia del Romanticismo en España, Barcelona, Labor, 1943, p. 216.

 

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L'imitazione dei toni romantici era così calzante da far passare inavvertito l'intento parodistico anche al fine intuito di Larra, il quale pertanto lamentava l'inverosimiglianza che l'eccessiva «poeticità» conferiva alla dichiarazione di Manuel. Cfr. la recensione in Rev. Española del 1-4-1834, ora in BAE CXXVIII, p. 362 b.

 

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La vignetta, che compare nel numero del 1-5-1837 e che ebbe tanta fortuna da divenire un passaggio obbligato di ogni trattazione sul romanticismo spagnolo, non è che una delle tante trovate giornalistiche del genere. Si veda, p. es., Rasgo romántico di Clemente Díaz, ancora in Sem. Pint. Esp. (1836, pp. 174-176), dove una sorta di allucinato che ha ucciso... un tacchino, ricorre comicamente alle interiezioni romantiche di «¡Maldición!», «¡Qué horror!» e simili; o Dulcidia o la dama romantica in Nosotros, 1838, n. 24; o infine le numerose satire di cui i vari storici del romanticismo spagnolo adducono ampie testimonianze.

 

114

Cfr. op. cit., I, p. 441.

 

115

Cfr., p. es., La redacción de un periódico, III, 1, p. 208 b, dove, all'esclamazione «¡Maldito dinero!» della figlia, Tadeo replica: «No digas esta blasfemia, / que Dios te castigará. / ¿Te habrá acometido ya / la romántica epidemia?»; El qué dirán y el qué se me da a mí, I, 3, p. 162 a (proteste di Camila in termini di puñal, tósigo violento, ecc.). Cfr. anche la trattazione dell'argomento in G. LE GENTIL, Le poète Manuel Bretón de los Herreros et la société espagnole de 1830 à 1860, Paris, Hachette, 1909, pp. 96 sgg., nonché, più di sfuggita, ma inserito in varie pagine dedicate alle satire antiromantiche, N. A. CORTÉS, op. cit., pp. 162 sgg. Non mi pare invece troppo convincente l'affermazione del Le Gentil che scorge in Ella es él (1838) un fondo antiromantico. La commedia narra di una certa Camila che tiene le redini di casa anche in luogo del marito. Una cugina, Rita, le chiama accanto un antico innamorato che la corteggia e che ella respinge. Questi allora sfida il marito a duello, ma Camila sa commuoverlo sino a fargli ritirare la sfida. Il marito riprende un istante il governo della casa per scacciarne Rita. In questa trama il critico ravvisa l'intenzione di contrastare le tragiche soluzioni delle questioni d'onore prospettate dal Macías, dal Trovador e da Los Amantes de Teruel (LE GENTIL, op. cit., pp. 35 e 167).

 

116

Cfr., p. es., Correo Lit. y Merc., n. 665 (ott. 1832) e Rev. de Madrid, 1839, 2ª serie, I, p. 255.

 

117

Obras escogidas, p. 83.

 

118

No me olvides, I, del 7-5-1837. L'articolo è di SALAS Y QUIROGA, il quale proponeva invece un'interpretazione assai più moderata e serena del romanticismo.

 

119

Nosotros, 1838, n. 50.

 

120

Cit. da D. L. SHAW, Spain / Romántico ecc. in Romanticism and its Cognates, Toronto, University Press, 1972, p. 367.