61
Ibidem, p. 382.
62
Ibidem, p. 392: ingenio portentoso en medio de sus innumerables desaciertos.
63
Ibidem, p. 391.
64
Ibidem, p. 403.
65
Ibidem, p. 405.
66
Ibidem, p. 407.
67
Ibidem, p. 408.
68
Il Menéndez Pelayo (El Abate Marchena, cit., p. 103) sostiene che el título y hasta cierto punto el plan de esta compilación derivano dalle Leçons de Littérature et de Morale di M. Noël e M. de La Place, allora assai diffuse. Noi abbiamo potuto consultare la quindicesima ed. dell'opera stampata a Parigi nel 1826: abbiamo constatato che sia l'introduzione che il testo, impostati in forma strettamente retorica (e ispirati al Cours de Belles Lettres del Batteux) sono lontani dagli intendimenti rinnovatori per non dire rivoluzionari del Marchena.
69
In effetti la raccolta del Sedano è quanto mai disordinata ed irregolare (J. J. López Sedano, Parnaso Español, Madrid, 1768-1779, 9 voll.) (solo i voll. VI-IX furono composti dal Sedano). Senza coerenza e con una particolare ricerca di testi rari ed eruditi anche se di scarso valore, si presenta pure la Colección de poesías españolas di Ramón Fernández (pseudonimo di Pedro Estala) di cui si pubblicarono a Madrid fra il 1785 e il 1797, venti volumi (ma solo i primi set erano dell'Estala).
Più ordinata e variamente documentata, preceduta da una analisi di tipo formalistico, ben informata ma piuttosto fredda, fu la Colección de Poesías selectas castellanas, pubblicata da J. M. Quintana a Madrid in tre volumi nel 1807. Quanto alla prosa fu opera vasta e meritoria anche se piuttosto pedantesca, il Teatro histórico-crítico de la Eloquencia Española di A. Capmany y Montpalau, Madrid, 1786-94, 5 voll.
70
Exordio, p. 415.